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| "Vorrei
che la mia scultura, amica di quei ceppi e di quegli abeti tra cui sono
nato, scovasse nell'anima della mia gente ciò che desta stupendo
interesse della natura, la potenza grandiosa di una foresta inesplorata
portata alla critica del pubblico dell'oggi solo tra mille e più
problemi tra descrizioni esistenziali.
Vere e false. E la carovana dell'oggi cammina ancora imbrattata di fango.
Ma da questa musica instancabile, cerco il mio mondo, per coloro che ancora
intravedono il vero senso della vita e dell'esistere." (Cirillo Grott) |
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Prometeo,
1964-65melo, h 160 cm |
"La
mia forse è un'espressione povera, umana, sa di lamento in ogni
questione grande e piccola. Guardo gli altri e forse sono tutti travagliati
per un mio particolare modo di vedere. Questo travaglio, queste braccia
tese, tra la gente e nel silenzio.
Poveri esseri siamo, messi a disposizione di tutte le forze della natura, più grandi di noi. E qui, in questo passaggio sappiamo odiarci e tradirci, anche amarci e sentirci due in uno in un baleno, in un mondo (quale mondo) solo per noi destinati a cadere forse prima del tramonto, o dopo il tramonto, comunque fra le cose che tramontano. E siamo morti ora, crudeli amici del silenzio, per un silenzio che non ci pensiamo come silenzio umano." (Cirillo Grott) |
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![]() Cristo, 1989 bronzo, h 82 cm |
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"L'arte di Cirillo Grott è tesa ad afferrare l'intima realtà delle cose, la loro stessa sostanza in una rigorosa semplificazione delle forme che esprimono l'emozione sentimentale dello scultore e il suo lirico atteggiamento che plasma con soffusa tristezza le sue immagini, che parla con innocente freschezza e con amore, con intimità gentile e discreta, con rigoroso equilibrio di volumi accordati fra loro. Il ritmo purissimo, musicalmente scandito dalla mano, sembra quasi sfiorare la stessa corposità delle figure stemperate in una luce di inconsueta trasparenza e limpidità. É l'uomo artista della straordinaria intensità espressiva, della maturità di stile pazientemente raggiunta, della sinteticità descrittiva che richiama l'arte ermetica dei primi inimitabili artisti del ferro e del bronzo. |
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1989-90, bronzo, h 43 cm |
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La
poesia della scultura attinge quindi alle sorgenti primigenie della natura,
si stempera nella realtà della vita, emana il profumo e il colore
dei metalli e dei legni, diventa musica e incanto. É un simbolismo
che ci dice che fuori di noi si può trovare la pace purché
essa, anche a nostra insaputa, si sia già impossessata del nostro
io. |
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2000 - 2006 Grott ultimo aggiornamento 4 agosto 2006 |
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