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In passato, al posto del ristorante, vi era un'antica
casa
semi-abbandonata avuta in lascito dallo zio Eduino.
All'inizio si pensò di adibirla ad abitazione privata, poi in seguito
nacque l'idea di creare un ristorante
del tutto speciale per consentire
di mantenere quell'anima antica del piccolo borgo di Guardia.
È
stato eseguito un accurato lavoro di ristrutturazione
grazie alla preziosa consulenza dell'amico ed esperto Sergio Dosso che,
assieme a Cirillo e Alessandra Grott ed i loro figli, Tiziano, Emanuel
e Florian hanno pensato, progettato e curato fin nei minimi particolari
la realizzazione del ristorante Grott Stube.
Un ruolo altrettanto importante l'hanno avuto il falegname Gianfranco
Gios e l'artigiano Franco Slomp per la posa in opera e l'arredamento:
il primo si è dedicato al locale adibito a bar mentre il secondo
alla sala da pranzo.
I due artigiani hanno modellato
con diligenza il legname che Cirillo
aveva attentamente scelto di persona nei boschi
vicini e messo a stagionare nei pressi di casa in attesa di essere utilizzato.
E fu così
che Tiziano in cucina e Emanuel
in sala, terminate le scuole professionali, si dedicarono all'attività
del ristorante. Da un inizio semplice di pochi piatti proposti, ben preparati
e qualche cantina fidata, le preparazioni venivano rese via via più
accurate e la carta dei vini si arricchiva delle migliori etichette, il
tutto grazie alla passione, alla
voglia di sperimentare
e ricercare di Tiziano ed Emanuel.
Da qualche
tempo si è affiancata alla famiglia Angela,
la moglie di Tiziano, che sostituendo Emanuel
in sala, porta avanti le sue mansioni facendo tesoro dei suoi insegnamenti
e avvalendosi sempre e comunque della sua collaborazione.
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